Carlo Patrian
Carlo Patrian nasce a Milano nel 1930. Studia ragioneria e lavora come ragioniere presso le acciaierie Falk fino a quando nel 1954, a soli 24 anni, lascia il posto fisso per aprire un Centro Yoga. Nel 1958 pubblica per Sperling & Kupfer il testo “Yoga”, per anni unico riferimento in materia per i praticanti italiani (arrivato alla XIX edizione di pubblicazione). Nel 1958-59 tiene corsi di Yoga presso la Canottieri di Milano. Attorno al 1965 apre la prima scuola di Yoga in via Lusardi, nel 1975 fonda l’Istituto Yoga Milano, con sede prima in via Piatti (fino al 1988), poi in via Devoto. Nel 1974 promuove e partecipa all’udienza di Papa Paolo VI con Swami Chidananda di Rishikesh e organizza un simposio alla fondazione “Carlo Erba” per migliorare i rapporti tra medicina tradizionale e yoga. Nel suo testo “Yoga”, così come nei suoi corsi di formazione insegnanti c’è sempre molta attenzione agli aspetti terapeutici e alle controindicazioni delle varie pratiche, supportate da pareri medici (si avvale della consulenza di medici specialisti).
Sempre nello stesso anno si svolge a Roma il Primo Congresso Nazionale dello Yoga in Italia durante il quale viene ufficializzata la nascita della Federazione Italiana Yoga (pare sia la prima associazione di insegnanti Yoga attiva in Italia), di cui Patrian diventa 1° presidente. Nel 2005 il Maestro viene colpito da due ictus cerebrali che lo costringono al ritiro in una casa di cura milanese (Istituto geriatrico Panigarola, Milano). L’Istituto Yoga Milano viene chiuso e per espressa sua scelta nessuno dei suoi allievi porta avanti “una tradizione Patrian”.
Il 12 dicembre 2008 termina la sua esperienza terrena. Riposa al Cimitero Maggiore di Musocco, Milano (campo 40, tomba 809). Persona eclettica, nella vita ha anche fatto il venditore di auto usate, il giornalista, l’aiuto regista e coltivato una passione per l’esoterismo e l'occultismo, che ne hanno fatto un esperto conoscitore e autore di libri di Nostradamus e le sue profezie. In ambito Yoga è stato un interprete eccellente della disciplina nella sua accezione più ampia, grande divulgatore, precursore della diffusione dello Yoga in Italia, formatore di almeno due generazioni di insegnanti.
Carlo Patrian ha conosciuto lo Yoga da giovanissimo. Marcello Conte, sul proprio profilo di insegnante su Facebook, riporta (22/08/2018) “A soli 15 anni rimase affascinato dagli scritti di Yogi Ramacharaka, pseudonimo di William Walker Atkinson <ref>Da Wikipedia: Yogi Ramacharaka (India, 1799 – ...) è stato un filosofo e un maestro Yogi vissuto in India ed in Tibet nel XIX secolo. Le poche notizie che si hanno concernono il fatto che effettuò un pellegrinaggio tra tutti i monasteri lamaisti al fine di studiare i testi contenuti nelle biblioteche di questi. Organizzò una propria scuola nel 1865 e fu il maestro di Baba Bharata, che si trasferì a Chicago e probabilmente fu, a sua volta, il maestro di William Walker Atkinson. Lo stesso Atkinson utilizzò spesso lo pseudonimo di Ramacharaka; tutte le pubblicazioni sotto questo nome sono in realtà di Atkinson.</ref> , che dal 1900 al 1912 pubblicò testi su yoga, induismo e occultismo ancora oggi di grande attualità.” Si fa così interprete “perfetto” degli insegnamenti di Ramacharaka/Atkinson che sostiene, tra l’altro: “Ogni istruttore deve insegnare a modo suo<ref>Ramacharaka [ndr William Walker Atkinson], “Corso superiore di Filosofia Yoga e di Occultismo orientale”, F.lli Bocca, Milano, 1936</ref> ”. Ed è forse da Ramacharaka/Atkinson che comincia ad interessarsi ai poteri della mente.
“La Filosofia Yoga insegna che sebbene tutti gli sforzi umani abbiano un solo fine, una sola meta da conseguire, diversi sono i Sentieri per arrivarvi, ognuno dei quali è specificatamente adatto a ciascun temperamento individuale<ref>Id.</ref> .” (…) “Perciò gli Yogi insegnano che ognuno deve seguire il sentiero che più risponde ai bisogni del temperamento, ai gusti e ai desideri della propria anima<ref>Id.</ref> .” Massimo Mannarelli, in un articolo pubblicato su Yoga Magazine in occasione della scomparsa del Maestro riporta: “Ogni individuo, ricordava Patrian, può seguire liberamente il tipo di Yoga più consono alla sua costituzione psicologico-spirituale, la realizzazione spirituale conclusiva è la medesima, è come raggiungere il mare lungo fiumi diversi.”
Così, fin dagli inizi della sua attività di divulgatore, Patrian indica<ref>Rif. Carlo Patrian, “Yoga”, Sperling&Kupfer, 1958</ref> di aver attinto dagli insegnamenti di:
- Shri Yogendra (1897–1989) e sua moglie Sitadevi Yogendra (1912-???; che pare essere stata la prima insegnante yoga donna) del “The Yoga Institute” di Bombay
- Swami Kuvalayananda (1883-1966) del Kaivalyadhama Ashram “Yoga Mimansa” di Lonavla (considerato il primo maestro a studiare scientificamente lo yoga) qui secondo me andrebbe un riferimento
- Yogacharya Prakasc Dev (???-???) dello “Yogashram” di New Delhi.
Risente anche dell’influenza degli studi del Dr. M. L. Gharote, The Lonavla Yoga Institute (India), associato a Swami Kuvalayananda, non solo come studente ma anche come soggetto dei suoi esperimenti scientifici e come collaboratore nei campi dello Yoga e dell'Educazione Fisica. Inoltre, secondo quanto riferisce Patrizio Villa<ref>Intervistato da Annalisa Loardi, nella tesina dedicata al maestro all’interno del Corso di formazione insegnanti yoga dell’Associazione “Soloyoga” di Alexandra Van Oosterum - anno 2013/2014</ref> , suo allievo e collaboratore: “(…) Patrian si recò in India nel 1969 con un amico veneziano, Radames Silvestri<ref>Radames Silvestri (1929-2011), autore del metodo Future Yoga®, ha insegnato a Venezia dal 1972 (c/o Istituto Yoga Venezia)</ref> (…). Il Maestro si fermò alcuni mesi e soggiornò presso la Divine Life Society e Yoga Vedanta Forest Academy<ref>La Divine Life Society e la Yoga Vedanta Forest Academy sono state fondate rispettivamente nel 1936 e 1948 da Swami Shivananda Saraswati (1887-1963).</ref> dove ricevette, dopo un esame teorico-pratico, il certificato di Yoga Ratna (Gioiello dello Yoga).” A questo primo seguiranno altri viaggi in India.
La varietà degli insegnamenti da cui ha attinto lo indurranno ad organizzare la formazione insegnanti con attenzione altrettanto eclettica: il suo Istituto diventa infatti il riferimento per diversi swami, di passaggio in Italia, che vi tengono conferenze e seminari.
Oltre ad essere autore del già citato “Yoga”, Carlo Patrian scrive “Ipnotismo, magnetismo e suggestione”, Sperling&Kupfer, 1949; “Ipnotismo e magnetismo indù”, ed. Grande Opera Torino, 1950; “Nostradamus. Le profezie”, Ed. Mediterranee, 1978; “Nostradamus. Profezie per il 2000”, Ed. Mediterranee, 1995 Innovatore non solo nello Yoga, esplora mezzi di comunicazione “moderni” per l’epoca: incide i dischi 33 giri “Yoga Vol. 1”, Istituto Yoga Milano, Edizioni Cultura, 1970 e “Yoga Vol.2 (per automobilisti”, Istituto Yoga Milano, Edizioni Cultura (anno non noto); scrive su riviste e partecipa a trasmissioni televisive (es. “Porto Matto” su RAI 1); realizza il cortometraggio documentario “Yoga oggi” (35’), promuovendo la disciplina dello Yoga.
Molti articoli degli anni ’80 citano Carlo Patrian e l’istituto Yoga da lui fondato. Nell’Introduzione al suo “Yoga”, Patrian dice che il proprio libro è rivolto ai “cultori del fisico e quelli dello spirito”, intravvedendo già due grossi filoni secondo cui la pratica si sarebbe poi evoluta sino ai giorni nostri: quello più “ginnico” da un lato e quello più “meditativo” dall’altro. Spesso i capitoli del suo libro “Yoga” sono introdotti da pertinenti citazioni tratte da Hatha Yoga Pradipika, Bhagavad Gita, Yoga Sutra, Gheranda Samhita, che ne presuppongono ovviamente la conoscenza, per altro in versioni per la maggior parte, negli anni ’50-’60, ancora in inglese (come si evince dai riferimenti bibliografici).
A partire dall’edizione del 1995 del suo libro “Yoga”, sente l’esigenza di aggiungere capitoli relativi a:
- tecniche di rilassamento
- esercizi dinamici
- yoga e bellezza
- yoga e mondo paranormale
venendo forse incontro al fiorire della pratica, che cominciava a prendere le pieghe più varie e di cui oggi si lamenta l’inflazione (il termine “yoga” è spesso aggettivato/declinato nelle modalità più varie).
G. Ledda scrive su un articolo del Corriere della Sera del 2 giugno 2002 “OM Shanti saluta. Ma chi si immaginasse di incontrare un guru travestito da indiano resterebbe deluso. Tuta e calzini bianchi. Minuto quasi evanescente, sguardo penetrante, magnetico, Carlo Patrian da circa cinquant’anni dedica la vita all’insegnamento dello yoga e allo studio.” Il Maestro infatti, pur partendo da uno yoga tradizionale, ha un approccio occidentale alla disciplina: insegna yoga agli occidentali e per gli occidentali perché è convinto che ne possano trarre un grande beneficio a livello fisico e mentale.
Nel suo libro “Yoga”, le asana sono introdotte dal nome italiano, riportando tra parentesi il nome in sanscrito). Alcune delle posture da lui presentate si trovano già presenti nell’Hatha Yoga Pradipika e/o nella Gheranda Samhita, assieme ad altre forse di più moderna<ref>Considerato “moderno” lo Yoga del xx secolo</ref> concezione. Il suo insegnamento delle asana comprende la tecnica di esecuzione, il tempo di mantenimento, i benefici terapeutici e culturali (= psicologici), le controindicazioni, eventuali varianti.
“...diffondete ogni cosa, sempre,
non tenete segreti né nulla solo per voi.
Lo yoga vive nello spirito della condivisione,
aiutate gli altri a capire.”
-- Carlo Patrian
